“Dove sono le donne???””

6 Commenti a ““Dove sono le donne???”””

  1. Miriam Mulazzani scrive:

    Sulla falsa riga dell’intervento di Simona Dandini del 21 agosto sull’Unità, con il caldo ancora abbastanza insistente, ma non più a 30 gradi all’ombra, con l’autunno ormai alle porte, con il superenalotto ora assegnato ad un fantomatico neoricco …, le parole di molte donne tra cui anche Serena Dandini ,la Ravera, la Urbinati, sociologa graffiante nonché allieva di Bobbio e di altre ancora…sono arrivate più che mai forti e scuotenti a noi donne.
    Il “Dove sono le donne???”” Dove sono le donne?”
    “Cosa significa questo silenzio quasi inquietante, fragoroso delle donne”, silenzio che stride…
    Questi insistenti e pressanti richiami ci hanno fatte sussultare, eppure noi ci siamo… Come ci siamo sempre state!
    Ora siamo presenti, non sappiamo bene se tutte con merito o se alcune sono approdate ai nuovi ranghi dopo servizi da… escort o altro…
    Noi del PD, quelle che ancora resistiamo siamo al nostro posto …ci sentiamo combattenti.
    Le parole di richiamo di queste personalità/donne sono parse da rimprovero al silenzio di parecchie di noi di fronte ad una situazione così compromessa e difficile della politica italiana.
    Molte di noi l’hanno avvertito, ne soffrono, vedono le insofferenze, sentono i silenzi, guardano da lontano… forse ci si sta aspettando che da un momento all’altro qualcosa possa accadere… molte, nuove alla politica, sono entrate in sordina ed attendono di capire meglio, prima di poter portare un qualsivoglia contributo. Le altre, presenti già negli assetti, siano esse protagoniste del decadimento o spettatrici, sanno comunque di non potersi porre da sole a difendere un sistema ormai imprigionato, dove il declino morale fa parte del sistema stesso. La volontà di migliorare e di lottare ancora sembra tuttavia non essere scomparsa.
    Crediamo che nessuna di noi(forse qualcuna con dolore) si sia arresa alla docilità, all’apatia, alla disillusione, nei fatti ad una bieca logica del potere, ma quanta strada si potrà fare?Ce n’è tanta!
    Il rischio è perdere ancora di più quei piccoli spazi che con difficoltà siamo riuscite a crearci nel tempo e che ci vengono dalle lotte femministe tanto nominate e vituperate…ci hanno concesso il diritto di voto, di parola, di esserci nei luoghi dove si decidono le sorti della gente: Nilde Iotti, tra tutte ci ha rappresentate, ma tante altre…
    Le più ora si sentono incapaci di porsi da ostacolo da sole ad una paradossale situazione dove si parla sempre e solo di chi…, mai di che cosa…alcune sono pronte e stanno muovendosi, non sull’onda del nuovo, dove vale solo l’apparenza, come sei…, sei griffata, come ti muovi e perché no! Come appari anche… fisicamente …perché i modelli sono purtroppo quelli che un certo tipo di cultura e di televisione hanno per ora trasferito alla gente, no!Nooo! Non ci possiamo stare!!!
    Le donne cercano negli altri, nelle compagne e compagni di percorso, un atteggiamento di condivisione vera, di partecipazione. Siamo tante a chiederlo: Nadia, Paola, Daniela, Miriam, Luana, Carla…
    Forse non abbiamo creato occasioni e azioni di grande visibilità (manifestazioni etc…), ma con umiltà e con il nostro fare quotidiano stiamo cercando di intessere reti e relazioni, abbiamo scelto un metodo che può aiutare la cultura ed il pensiero a trovare il senso delle cose.
    Questo metodo che ha a che fare direttamente con le domande:QUALE PARTITO VOGLIAMO? CON QUALI CONTENUTI? Ci mette in filo diretto con la mozione BERSANI che più delle altre, a nostro avviso, assume il Partito, i suoi contenuti, l’alternativa di sistema quale asse portante del lavoro da fare per essere utili e credibili.
    Sembra passare l’idea che qualcosa anche tra di noi si stia muovendo, le donne del PD vedono in questa chermesse un qualcosa che potrà portare al cambiamento vero. Da più parti si sente dire che il PD vero sta per nascere solo ora, c’è un gran discutere di temi quali : lavoro, scuola, laicità, welfare, temi etici…e l’idea che passa è quella del desiderio di approfondire i problemi, stare vicino alla gente, cogliere i dati essenziali dei problemi per poi porsi insieme allo studio delle possibili soluzioni. La gente, solo la gente, ti può fare capire, ascoltandola, ti suggerirà come fare a intraprendere strade nuove. Non si possono allargare le braccia e dire:- Così fanno tutti, intendendo con questo una passiva accettazione del presente! Così come non si può accettare l’idea che la scuola, gli insegnanti stiano in silenzio di fronte allo scempio che sta avvenendo della scuola!!! Neppure sull’ambiente staremo in silenzio, e per la crisi negli ambiti di lavoro faremo le nostre lotte!!! Come sempre.
    Non abbiamo affatto perso la dignità, né l’autostima che ci è stata consegnata dalle nostre nonne che hanno marciato per il diritto al voto. La nostra lotta che sembra più silente è preparatoria, dobbiamo sì uscire allo scoperto …come si è fatto in passato per il divorzio, l’aborto, e il riconoscimento dello stupro come delitto contro la persona e non contro la morale. Dobbiamo gridare anche ora, come in passato il nostro dissenso a ciò che vediamo attorno a noi di negativo.
    Ancora una volta la battaglia sarà dura, molte di noi sono pronte a partire!

  2. silvia scrive:

    Sono pienamente daccordo con le tue parole Miriam, il problema è far capire alla gente che la politica come la vediamo noi non è quella che ci propina la tv. ma è difficile coinvolgere le persone e far capire che le cose si possono cambiare, come si fa a far credere quando le persone che sono al parlamento o si dicono nuove invece fanno parte da decine d’anni nella classe politica e stanno dietro o davanti a quello che si dice nuovo?
    La macchina burocratica mi sembra un traslatlantico trainato da un moscone.
    Voglio essere positiva perchè lo sono di carattere ma è veramente molto faticoso vedere uno spiraglio di luce.
    Ancora non sono riuscita a trovare su internet o da altre parti le mozioni e quindi ancora non ho deciso da quale parte starò.
    Un abbraccio Silvia

  3. Anonimo scrive:

    C’è bisogno di gente che come te, crede ancora nel cambiamento. Insieme si può fare…mi vien da pensare ad uno slogan neppure troppo datato che il partito democratico ha spesso usato. Ti garantisco…non è solo uno slogan…siamo tanti già coinvolti a sentirci gruppo. Ho visto numerosi giovani e meno giovani ultimamente affiancarsi a persone d’esperienza, portando il loro contributo…Tante donne che come ho accennato nel mio intervento, provano a fare sentire in un modo o nell’altro la propria voce.Ci siamo!!!Ho idea che molte di noi siano lì in attesa unicamente di qualcuno che dica loro: impegnati: c’è bisogno anche di te.
    Per la mozione Bersani basta che tu vada nel sito “BERSANI” con Google e troverai la mozione in pdf. Mi raccomando…seguici ancor più da vicino Miriam

  4. Doralice Trezzi scrive:

    Ho letto anch’io l’Unita’ e il grido d’allerta alle donne perche’ partecipino attivamente alla vita politica e sociale del nosro paese……..in questa fase pre-congressuale mi frullano in testa alcune considerazioni : ma è proprio vero che alle donne vengono date pari opportunita’, io non lo credo affatto…ho letto attentamente le mozioni e pochissimo spazio hanno le donne nell’ organigramma di una futura stuttura del partito, Bersani parla di QUOTE ROSA (ancora……le quote, ma non le avevamo superate!!!!!!) , Marino non ne parla, Franceschini è un attimo piu’ aperto e dice che per le donne serve una parola in piu’ : IL CORAGGIO di investire su di loro come forza di cambiamento della societa’. Ma a mio parere le donne si devono misurare soprattutto nelle politiche attive e questo , purtroppo, ancora non avviene nella giusta parita’, ci si riempie la bocca , ma alla fine , quando si devono portare a casa i risultati sono sempre le donne che ci rimettono!!!!!! Occorre il coraggio di riconoscere la donna come ESSENZIALE per una cultura laica, aperta alla convivenza che RICONOSCE, ACCOGLIE, VALORIZZA le differenze e questo puo’ avvenire solo se si fa squadra, se si va verso l’incontro e non lo scontro. Franceschini e soprattutto la Bastico lo sottolineano forte e chiaro ….questo è uno dei motivi che me li ha fatti scegliere!!!!! Noi ci SIAMO ………speriamo che dal 25 ott. in poi ci siano veramente PARI OPPORTUNITA’ ( e non solo sulla carta) per noi donne!!! Alla prossima Doralice

  5. Luca scrive:

    Io penso sia meglio dare le opportunità alle persone che siano intelligenti, non penso sia una questione di sesso, colore dei capelli, altezzo o numero di piede.

  6. emikeneank scrive:

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