Non sono momenti facili, tutt’altro. Basta entrare nelle nostre scuole questi primi giorni e capire che aria tira. Tutto si è come improvvisamente ristretto: orari, personale, compresenze…non è facile avviarsi con queste premesse. La scuola non è forse l’ambiente d’apprendimento dove formare i nuovi giovani del nostro domani???Urge una riflessione seria per dove trovare la soluzione a questo interrogativo così importante per noi tutti. Miriam
SCUOLA E MANOVRA del luglio 2010
Prendendo spunto dalla lettera della Dott. Alessandra Righini, Coordinatrice dell’area Scuola, Università del
PD di Forlì, pubblicata sul Corriere di Romagna di domenica 27 giugno 2010, e titolata “La scuola, le donne e
la manovra”, voglio fare mia questa analisi che ritengo interessante, sento inoltre l’esigenza forte di
sollevare la protesta, doverosa a parer mio, a nome e per chi nella scuola vive ed opera. Mi piacerebbe che
tanti di noi potessero leggere le sue riflessioni, perciò utilizzerò molti “ incisi “perché riporterò frasi sue.
Parte con l’affermazione che il “Berlusconismo” ha segnato profondamente le teste della gente, per questo
motivo nessuno esprime la propria indignazione per scelte inopportune, anzi devastanti per la scuola,
nessuno grida la propria rabbia…ma c’è una forma di fatalistica arrendevolezza, mai espressa con questi
silenzi e con questi toni soft…
Ci era stato detto che la crisi era sotto controllo, che l’economia nostra era in ripresa, che ci voleva
ottimismo, poi…una manovra da 24 milioni di euro…e sulle spalle di chi? In tasca di chi si metteranno le
mani? Non ci era stato detto:- non metteremo le mani in tasca di quegli italiani che pagano le tasse, mentre
verranno colpiti principalmente gli evasori? Invece chi sarà maggiormente colpito sono proprio le categorie
del pubblico impiego e nello specifico la scuola, dove ogni insegnante o dipendente pubblico paga già le
tasse mese per mese vedendo detratte in busta paga cifre non leggere; inoltre la scuola è stata già tanto
penalizzata con tagli disastrosi inoltre la manovra si presenta iniqua!!!
Gli stipendi verranno bloccati per 3 anni e gli scatti di anzianità anche , di conseguenza dal 2010 al 2012
non vi sarà recupero salariale di quanto perduto dalle contrattazioni mancate con conseguenze pesanti su
pensioni, buonuscita… ( tutto questo solo per la scuola).
Il personale (docenti- ATA) subirà minori entrate per tagli pari all’11-12 % a seconda delle varie posizioni
stipendiali individuali. I dirigenti dell’amministrazione subiranno un decremento medio del 2,5 fino al 6% .
“In questo modo chi più ha dovrà sacrificare meno, secondo una logica inversa e perversa che ancora una
volta colpisce i più deboli: bisogna ricordare che per la maggior parte nella scuola lavorano donne che
verranno anche colpite dall’innalzamento improvviso dell’età pensionabile. Va detto a questo proposito che
l’Europa non ha chiesto questo: la richiesta riguardava la necessità di avviare manovre per rimuovere ciò
che ostacolava le pari opportunità. Le donne in media,in Italia, hanno stipendi inferiori rispetto agli uomini,
entrano nel mondo del lavoro più tardi ed hanno pensioni più basse nonostante invece abbiano risultati
migliori nel campo dell’istruzione. C’è da dire poi che le sessantenni italiane spesso si trovano impegnate a
coprire i buchi e i disservizi del welfare italiano assistendo i propri anziani e badando i nipoti. “ La manovra
certo aggrava anche la situazione del precariato femminile, ormai piaga sociale che mette in ginocchio le
giovani generazioni anche e soprattutto della scuola. Anche la piaga del precariato…quanti giovani lasciati
fuori dalle graduatorie, senza un lavoro, senza più speranza di poter accedere a graduatorie ormai ferme da
anni!!!Son per lo più plurilaureati!!!
E’ bene che si apra un dibattito nel PD territoriale perché non ci si dimentichi durante l’estate di questo
tema così importante…le nuove generazioni hanno bisogno che non si destinino risorse solo alla privata, ma
che si consideri il grande compito che la scuola pubblica ha assolto nel tempo e la si protegga da ingiuste ed
inique manovre …Mulazzani Miriam
23 Settembre 2010 alle 06:53
Non sono momenti facili, tutt’altro. Basta entrare nelle nostre scuole questi primi giorni e capire che aria tira. Tutto si è come improvvisamente ristretto: orari, personale, compresenze…non è facile avviarsi con queste premesse. La scuola non è forse l’ambiente d’apprendimento dove formare i nuovi giovani del nostro domani???Urge una riflessione seria per dove trovare la soluzione a questo interrogativo così importante per noi tutti. Miriam
3 Ottobre 2010 alle 18:49
SCUOLA E MANOVRA del luglio 2010
Prendendo spunto dalla lettera della Dott. Alessandra Righini, Coordinatrice dell’area Scuola, Università del
PD di Forlì, pubblicata sul Corriere di Romagna di domenica 27 giugno 2010, e titolata “La scuola, le donne e
la manovra”, voglio fare mia questa analisi che ritengo interessante, sento inoltre l’esigenza forte di
sollevare la protesta, doverosa a parer mio, a nome e per chi nella scuola vive ed opera. Mi piacerebbe che
tanti di noi potessero leggere le sue riflessioni, perciò utilizzerò molti “ incisi “perché riporterò frasi sue.
Parte con l’affermazione che il “Berlusconismo” ha segnato profondamente le teste della gente, per questo
motivo nessuno esprime la propria indignazione per scelte inopportune, anzi devastanti per la scuola,
nessuno grida la propria rabbia…ma c’è una forma di fatalistica arrendevolezza, mai espressa con questi
silenzi e con questi toni soft…
Ci era stato detto che la crisi era sotto controllo, che l’economia nostra era in ripresa, che ci voleva
ottimismo, poi…una manovra da 24 milioni di euro…e sulle spalle di chi? In tasca di chi si metteranno le
mani? Non ci era stato detto:- non metteremo le mani in tasca di quegli italiani che pagano le tasse, mentre
verranno colpiti principalmente gli evasori? Invece chi sarà maggiormente colpito sono proprio le categorie
del pubblico impiego e nello specifico la scuola, dove ogni insegnante o dipendente pubblico paga già le
tasse mese per mese vedendo detratte in busta paga cifre non leggere; inoltre la scuola è stata già tanto
penalizzata con tagli disastrosi inoltre la manovra si presenta iniqua!!!
Gli stipendi verranno bloccati per 3 anni e gli scatti di anzianità anche , di conseguenza dal 2010 al 2012
non vi sarà recupero salariale di quanto perduto dalle contrattazioni mancate con conseguenze pesanti su
pensioni, buonuscita… ( tutto questo solo per la scuola).
Il personale (docenti- ATA) subirà minori entrate per tagli pari all’11-12 % a seconda delle varie posizioni
stipendiali individuali. I dirigenti dell’amministrazione subiranno un decremento medio del 2,5 fino al 6% .
“In questo modo chi più ha dovrà sacrificare meno, secondo una logica inversa e perversa che ancora una
volta colpisce i più deboli: bisogna ricordare che per la maggior parte nella scuola lavorano donne che
verranno anche colpite dall’innalzamento improvviso dell’età pensionabile. Va detto a questo proposito che
l’Europa non ha chiesto questo: la richiesta riguardava la necessità di avviare manovre per rimuovere ciò
che ostacolava le pari opportunità. Le donne in media,in Italia, hanno stipendi inferiori rispetto agli uomini,
entrano nel mondo del lavoro più tardi ed hanno pensioni più basse nonostante invece abbiano risultati
migliori nel campo dell’istruzione. C’è da dire poi che le sessantenni italiane spesso si trovano impegnate a
coprire i buchi e i disservizi del welfare italiano assistendo i propri anziani e badando i nipoti. “ La manovra
certo aggrava anche la situazione del precariato femminile, ormai piaga sociale che mette in ginocchio le
giovani generazioni anche e soprattutto della scuola. Anche la piaga del precariato…quanti giovani lasciati
fuori dalle graduatorie, senza un lavoro, senza più speranza di poter accedere a graduatorie ormai ferme da
anni!!!Son per lo più plurilaureati!!!
E’ bene che si apra un dibattito nel PD territoriale perché non ci si dimentichi durante l’estate di questo
tema così importante…le nuove generazioni hanno bisogno che non si destinino risorse solo alla privata, ma
che si consideri il grande compito che la scuola pubblica ha assolto nel tempo e la si protegga da ingiuste ed
inique manovre …Mulazzani Miriam